Polvere

scritto da Raskolnikov
Scritto Un anno fa • Pubblicato Un anno fa • Revisionato Un anno fa
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Autore del testo Raskolnikov

Testo: Polvere
di Raskolnikov

Polvere

Dopo aver letto l'ultimo racconto di Rubrus sui rettili, m'è entrato un geco in casa. Caruccio, per carità. Però averlo vicino al letto mi mette ansia. Così, l'ho accompagnato gentilmente verso la porta-finestra e ho chiuso. Però stamane al risveglio ho avuto una sorpresa: c'era la sua coda sul pavimento. Cosa vorrà dire? Che ce l'ho ancora in casa? Oppure si sarà liberato della coda rimasta accidentalmente impigliata?

La natura è sorprendente: ieri sera ho visto i suoi occhietti lucenti che mi guardavano, piccoli ma ad alto potere visivo, non come i miei che sono cecato, distratto e senza coda. Cosa succederà al gechino? Gli ricrescerà la coda? Penso di sì. Comunque, da ora in poi mi aspetto una bella botta di fortuna, anzi vado subito a giocare al superenalotto, ho bisogno di soldi, tanti soldi. 

Per prima cosa voglio la casetta al mare con l'aria condizionata, poi l'iphone ultimo modello per smanettare senza intoppi e la macchina che la gente si deve girare, non di quelle utilitarie che ce l'hanno cani e porci. Se vinco lo annuncio a tutti voi alidicartiani e vi faccio rosicare. Scommetto che non avete mai vinto niente, in vita vostra.

Non volevo divagare, ma l'ho fatto. Torniamo al geco...e se avesse tutti i suoi parenti dentro la mia stanza? Ora mi metto a controllare ovunque. Mentre controllo trovo una zanzara grande e grossa come un bolide e l'ammazzo, per lei nessuna pietà. Poi, riposti nella mensola, due vecchi libri che lessi un'era fa: "Trainspotting" e "Lo scheletro che balla". Polvere e ancora polvere ma niente gechi.

Ora mi connetto, chissà quanta gente vorrà sapere le mie peripezie coi gechi, coi libri e con la polvere, una polvere divina che scende nelle nostre case e le rende interessanti. 


Voci

Non è per niente facile stare al mondo. Sopravvivere poi, non ne parliamo. Così ci rifugiamo in luoghi fittizi a scrivere frasi, immaginare spiagge. Magari nella musica. Ieri mi son messo ad ascoltare alcuni pezzi di Rino Gaetano: Rosita, Escluso il cane, Sfiorivano le viole.

Il poveretto è scomparso a soli trent'anni per un incidente? automobilistico e la sua voce è rimasta per sempre a urlare nel buio. Dal buio si sentono mille voci urlare, voci stridule, vellutate, innocenti, io le ascolto.

Voglio credere che non ci sia nessuna realtà, niente di niente,  tutto ciò che sento e vedo sia solo la creazione del mio sistema nervoso, un cervello che crea immagini, rumore e voci, colori e spiagge, tutto immaginario. Un conto alla rovescia che si crea e si estingue spontaneamente: numeri, geometria, arte, scienza e religione. Al di qua di un freddo universo senza numeri, stanco di non essere, ingabbiato nella sua nullità. 

Polvere testo di Raskolnikov
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